Grazie alle moderne tecniche di visualizzazione dell’attività cerebrale sarà possibile prevedere il comportamento futuro
Sarà possibile in futuro riuscire a prevedere il comportamento altrui grazie ad avanzate tecniche di brain imaging? Secondo John D.E. Gabrieli, Satrajit S. Ghosh e Susan Whitfield-Gabrieli, neuroscienziati al McGovern Institute for Brain Research del Massachusetts Institute of Technology la risposta potrebbe essere positiva. In un articolo pubblicato sulla rivista “Neuron” hanno esaminato la letteratura scientifica sull’argomento e sono giunti alla conclusione che attraverso queste tecniche si possano prevedere con buona probabilità alcuni possibili problemi dei soggetti esaminati, come la facilità di compiere comportamenti pericolosi per la salute e le difficoltà di apprendimento.
Finora l’impatto che queste tecniche di visualizzazione dell’attività cerebrale hanno avuto sulla vita quotidiana è stato limitato, ma la situazione potrebbe cambiare in futuro e potrebbero aiutarci a prevedere alcuni comportamenti e aspetti della vita di un individuo. In particolare queste tecniche aiuterebbero a prevedere le capacità di apprendimento durante la crescita e avrebbero buone capacità predittive per la valutazione del rischio di incorrere in comportamenti pericolosi per la salute come un consumo eccessivo di alcool o il modo in cui il soggetto può rispondere ai farmaci o, nel caso di soggetti con disturbi mentali, a terapie di tipo cognitivo-comportamentale.
Come precisato dai ricercatori, i risultati ottenuti hanno bisogno di essere convalidati eseguendo test su campioni di soggetti più ampi rispetto a quelli usati finora. Inoltre, questioni di questo tipo, che riguardano la capacità di prevedere il comportamento altrui, aprono inevitabilmente la strada a un dibattito di tipo etico e sociale.
